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I lavori realizzati sono a disposizione per tutti coloro che fossero interessati ad organizzare delle esposizioni, scrivendo all'indirizzo E-mail del gruppo.


Lo STUDIODIECI CITYGALLERY di Vercelli ospita dal
6 dicembre 2011 al 8 gennaio 2012
la mostra fotografica de
Arcipelago delle Memorie


Un viaggio all'interno del vissuto di ogni autore. L'isola diviene simbolicamente la rappresentazione di una memoria individuale, non accessibile ma circumnavigabile, attraverso la visione di fotografie che raccontano storie, mostrano luoghi, persone, situazioni legate alle storie dei singoli autori. Queste opere non vogliono affatto essere una descrizione del mondo, se mai essere magari il "diario" di un gruppo di collezionisti, che stanno scrutando nelle clessidre del tempo e della memoria, cercando un proprio patrimonio di sentimenti, di stati d'animo, di umori, per trasformare lo scorrere della propria esistenza in una serie di immagini salvate dalla dispersione, oppure cristallizzate fuori dal flusso continuo dei pensieri. L'isola diviene, come Itaca per Ulisse, la metafora di una partenza, di un viaggio avventuroso e di un tormentato ritorno, così come avviene nelle vite degli uomini.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalla Fondazione Italiana per la Fotografia, con i testi di Marisa Vescovo, noto critico d'arte e dello scrittore Gian Luca Favetto. Le opere che compongono l'esposizione sono in complesso 35.

la mostra è visitabile dal venerdì alla domenica dalle 17,00 alle 20,00

STUDIODIECI CITYGALLERY
via Galileo Ferraris, 89/93
13100 Vercelli


Il Terzo Occhio photography
e
Angelo Baffa Giusa




sono stati invitati dall'Associazione UOMINI E TERRE a SAVIGLIANO, Piazza Santa Rosa Venerdì 28 ottobre 2011 alle ore 21 per presentare due videoproiezioni: Istanbul città ponte di Eurasia e Un salotto all'aperto dall'omonimo volume pubblicato con la Città di Torino - Circoscrizione 1 Un salotto all'aperto

In occasione del primo festival "Architettura in Città" Torino 2011
Il Terzo Occhio photography
presenta la mostra

ALBERI
architetture viventi

inaugurazione
giovedì 14 luglio 2011
ore 18
Castello del Valentino Cortile d'Onore
viale Mattioli 39 - Torino
dal 14 al 17 luglio 2011

www.architetturaincitta.it

ALBERI
architetture viventi

Gli alberi sono l’estremo sforzo della terra per parlare al cielo (Tagore)

Una passeggiata in mezzo agli alberi, è l’invito che i fotografi de Il Terzo Occhio photography fanno con questa mostra.
Un albero perduto dentro un campo, filari o sottoboschi, incroci di tronchi, grovigli di rami, composizioni geometriche naturali, presenze importanti o anche solo ombre; queste fotografie evocano situazioni differenti e suscitano emozioni diverse.
Ogni immagine descrive una realtà soggettiva, che ognuno può interpretare secondo i propri codici e la sua sensibilità: questo è uno degli aspetti equivoci e incantatori della fotografia. La diversità degli sguardi è contemporaneamente pluralità e ambiguità e i livelli di lettura per queste immagini sono molto diversificati.
Qual è il rapporto che lega l’uomo all’albero? In città, foresta di cemento, viene percepito a causa della sua scarsità come necessario per ossigenare l’aria e fondamentale per la creazione di un bel paesaggio. In altre realtà dove a scarseggiare sono il cibo e l’acqua non se ne sente la mancanza.
A volte un albero vale di più in quanto ombra, diventa negativo di se stesso, fotografia vivente.
Il legno, materia con cui sono fatti gli alberi, non muore mai davvero. Quando era pianta si tempra durante lunghi anni, in lotta con le intemperie, il freddo e i lunghi inverni o sotto un sole sferzante. Tagliato si secca, si contorce, si scheggia, si trasforma e si confonde con l’ambiente. Cosa c’è di più bello, utile, forte in natura se non un albero?


Istanbul città ponte di Eurasia
Un salotto all'aperto di
I dormienti

(Tre videoproiezioni)

Si tratta di una proiezione di immagini fotografiche e commento sonoro, realizzata da i fotografi Bianco , Bussolino , Ingenito , Veronesi e Viola e dal fotografo torinese Angelo Baffa Giusa, in seguito ad un viaggio nella città turca di Istanbul, capitale europea della cultura per il 2010, dove le tracce di un grandioso passato storico convivono con la quotidianità e dove si avverte un sentimento nostalgico per il perduto impero ottomano. Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul. Tre popoli, tre anime che hanno nutrito questo mosaico che oggi conta quasi 18 milioni di tasselli, una tra le città più grandi al mondo. Contraddizioni, modernità, passato e futuro. Istanbul è tutte queste cose e forse molto di più.
Un salotto all'aperto è il lavoro che i fotografi de Il Terzo Occhio photography hanno realizzato sulle piazze di Torino per conto del Comune di Torino-Circoscrizione 1, mentre I dormienti è una proiezioni delle immagini dell'omonimo volume fotografico realizzato da Emilio Ingenito.

Giovedì 9 giugno 2011
Ore 21,30

Gruppo Fotocine "Controluce"

corso Libertà 300

Vercelli



INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Alliance française di Torino – Via Saluzzo, 60 – 10125 Torino
011 19 71 65 65 – mediateca@alliancefrto.it

Fotografo e artista francese, Jean-Marc Godes dedica le sue ricerche artistiche alla promozione del libro e della scrittura nello spazio francofono. La sua visione fotografica e poetica richiama la fantasia e suscita la voglia di proseguire le storie effimere che lui ci racconta il tempo di un'immagine, il tempo di una fotografia. La messa in scena delle sue fotografie vuole essere al confine tra realtà e immaginario. Il soggetto delle sue rappresentazioni è il libro sotto tutti i suoi aspetti. I libri che, secondo Jean-Marc Godes sono la memoria e il veicolo delle nostre storie personali e collettive, delle nostre identità. In un mondo dominato dall'immagine, attraverso un lungo viaggio onirico, Jean-Marc Godes costruisce mondi incerti che partecipano ad una lettura della realtà. Tra fotografia, letteratura e poesia, le sue fotografie sono un omaggio alla musica del tempo e ai colori della vita.

Costituitosi nel 1995, Il Terzo Occhio photography nasce dalla collaborazione di sei fotografi torinesi, Valerio Bianco , Franco Bussolino , Marco Corongi , Emilio Ingenito , Pier Paolo Viola , e Giorgio Veronesi . Nasce come gruppo di lavoro per la realizzazione di progetti fotografici comuni, in cui ogni autore apporta proprie esperienze professionali, tecniche, culturali ed umane. Le tematiche di volta in volta individuate riguardano indagini sia territoriali, che antropologiche, o aspetti socio-culturali. La metodologia seguita nella realizzazione di questi lavori, progettati in proprio o su committenza, è quella di arrivare ad un risultato finale il più omogeneo possibile, e in cui di ogni autore è rispettata la libertà di espressione sia stilistica che artistica.


Il Terzo Occhio photography e Angelo Baffa Giusa sono stati invitati dal

Circolo fotografico

"LA FONTE"

Via Chiffi 24

Carmagnola (Torino)

Sabato 25 marzo 2011
alle ore 21

a presentare due loro videoproiezioni:

Istanbul città ponte di Eurasia

e

Un salotto all'aperto

dall'omonimo volume pubblicato con la Città di Torino - Circoscrizione 1

Istanbul città ponte
di
Eurasia

Si tratta di una proiezione di immagini fotografiche e commento sonoro, realizzata da i fotografi Bianco , Bussolino , Ingenito , Veronesi e Viola e dal fotografo torinese Angelo Baffa Giusa, in seguito ad un viaggio nella città turca di Istanbul, capitale europea della cultura per il 2010.
dove le tracce di un grandioso passato storico convivono con la quotidianità e dove si avverte un sentimento nostalgico per il perduto impero ottomano. Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul. Tre popoli, tre anime che hanno nutrito questo mosaico che oggi conta quasi 18 milioni di tasselli, una tra le città più grandi al mondo. Contraddizioni, modernità, passato e futuro. Istanbul è tutte queste cose e forse molto di più.
stampe B/N a getto di inchiostro

Giovedì 17 febbraio 2011
Ore 21,30

Società Fotografica Subalpina

Via Po n. 43

Torino


Officine Grandi Riparazioni: fucina di treni e di vite
Mostra fotografica

La caratteristica principale di questa mostra è che i documenti erano disponibili, già molto ordinati, prima della decisione di esporli. E le motivazioni che hanno portato alla realizzazione della documentazione– fotografie, scritti, oggetti – è quanto si vuole comunicare con la mostra.
È una mostra che rappresenta l'espressione spontanea di coloro che ne sono anche stati i soggetti protagonisti.
Il sottotitolo «Fucina di treni e di vite», nella sua espressione apparentemente retorica, comunica un'esperienza non facile da trasmettere oggi; riporta alla forza progettuale del XIX secolo, alle conoscenze di quell'aristocrazia operaia che a fine Ottocento proseguiva nello sviluppo della rete ferroviaria e, nello stesso tempo, sviluppava un contesto di conoscenze e comportamenti che, oggi, possiamo vedere come favorevoli per quell'industrializzazione che cercava di affacciarsi in particolare a Torino e nel suo intorno prossimo.
Coloro che hanno sentito la necessità di documentare – direttamente e spontaneamente – quei luoghi, prima dell'abbandono, sono la testimonianza di vite che in quell'ambiente si sono formate e l'espressione della consapevolezza di quanto stava per andare perduto.
È straordinario che tale consapevolezza sia stata così diffusa, si deve dire, a livello operaio, da portare a produrre centinaia di fotografie, a raccogliere documenti prima che fossero buttati direttamente nell'immondizia, a cercare di evitare che qualche pezzo di attrezzatura andasse in rottamazione. Queste motivazioni sono state così forti, così sentite, così profonde che risultano espresse bene da quel termine di “fucina”: non si lavora solo sulla trasformazione della forma, si parte dalla materia e la si plasma.
Queste le radici che hanno condotto alla realizzazione del Museo Ferroviario della Regione Piemonte, luogo in cui queste conoscenze, questi orgogli di identità riescono a trasferire energie anche a nuove generazioni.
La maggior parte dei documenti fotografici è stata realizzata da persone che hanno lavorato alle OGR prima della loro chiusura: la conservazione, l'ordinamento, le attribuzioni sono originali e realizzati da loro stessi, a cui si devono le immagini qui riprodotte, in particolare Giancarlo Negro, Gian Carlo Franceschetti e Pier Paolo Viola e altri dell'Associazione Amici delle OGR, nata dopo la dismissione delle Officine negli anni '90.
La mostra è l'espressione della volontà di dare visibilità a un materiale tanto prezioso, finora accessibile soltanto a pochi privilegiati. Non è stato necessario un ordinamento: le immagini “parlano” e le brevi didascalie, a volte con espressioni tecniche e idiomatiche, riportano brani di un linguaggio che è distintivo di appartenenza.
Lo spirito della mostra è proseguito nella concezione dell'allestimento: utilizzare quanto disponibile in loco, appendere le fotografie su quella che in passato è stata la recinzione.
Le attività sono state trasferite altrove, gli operai sono usciti, sul muro hanno applicato le fotografie delle attività che in passato non erano visibili.
Le fotografie della mostra, finalmente stampate per l'occasione, al termine verranno conservate dal Museo Ferroviario Piemontese. La speranza è che, anche così, nella memoria rimanga la percezione dell'orgoglio delle OGR e della loro identità.

Gianfranco Cavaglià, architetto,
insegna presso il Politecnico di Torino, I Facoltà di Architettura

La mostra «Officine Grandi Riparazioni: fucina di treni e di vite» dal 15 gennaio al 31 dicembre 2011, si sviluppa in Corso Castelfidardo, lungo il muro delle ex-Carceri Nuove, tra corso Vittorio Emanuele e l'entrata delle Officine, è un'iniziativa della Città di Torino per il 150°anniversario dell'Unità d'Italia, realizzata da MuseoTorino, a cura del Museo Ferroviario Piemontese, in collaborazione con GTT e con il sostegno della Fondazione CRT.

Progetto grafico e didascalie della mostra:
Fabio Malavasi, Presidente del Museo Ferroviario Piemontese

Progetto grafico e di allestimento:
Gianfranco Cavaglià

Fotografie:
Francesco Apicella
Gian Carlo Franceschetti
Giancarlo Negro
Giuliano Olivetti
Claudio Pedrazzini
Sante Prevarin
Pier Paolo Viola

Realizzazione pannelli e allestimento:
Flavio Tiengo Foto&Grafie


NAPOLI – VEDUTE
tra REALTA' e PROVOCAZIONE
stampe B/N a getto di inchiostro

Il 31/1/2011

nella sede del Fotoclub Famija Moncalereisa

via Vittorio Alfieri, 40 – Moncalieri (To)


Valerio Bianco presenta la mostra NAPOLI – VEDUTE tra REALTA' e PROVOCAZIONE stampe B/N a getto di inchiostro 25 immagini che attraversano la città e la sua iconografia, presentate in una singolare scelta grafica, ne propongono una lettura che, sfuggendo da una visione oleografica, offrono una realtà, non priva di significati e riflessioni.

Une certaine idée de la France

dal 18/11/2010 al 28/1/2011

Alliance française Torino

Via Saluzzo 60 - Torino

Inaugurazione il 18 novembre 2010 alle ore 18,00


Dopo essere stata presentata con successo a Bologna, Genova, Cuneo e Nizza la mostra Une certaine idée de la France , arriva a Torino organizzata dall' Alliance française Torino e i fotografi de Il Terzo Occhio photography .

Le sessanta immagini esposte evitano una rappresentazione stereotipata della Francia, e riescono a evocare tutto il fascino della terra transalpina con immagini che mediano tra una visione fotografica, che risente della scuola francese e una rappresentazione del paesaggio tipicamente italiana. Viene fuori nell'insieme quella "certa idea" della Francia, fatta di sentimenti, di piccole botteghe in tranquille cittadine di provincia ma anche di quella grandeur che si manifesta nelle nuove architetture urbane, oggi tra le più innovative in Europa.

L'ingresso è gratuito e gli orari sono i seguenti: lunedì - giovedì dalle 12.00 alle 20.00, venerdì dalle 12.00 alle 18.00 e sabato dalle 9.00 alle 13.00


PER ASPERA AD FIASTRA

è una biennale d'arte sulle stelle che si svolge nel comune di Fiastra in provincia di Macerata. Questa seconda edizione del 2010 è dedicata alla fotografia e segue quella del 2008 (pittura) che ha visto la partecipazione di Tommaso Cascella, Giulio Paolini e tanti altri artisti. Alla manifestazione del 2010 che verrà inaugurata il 31 luglio 2010 è stato invitato il fotografo Emilio Ingenito che presenta due opere.

La mostra è stata allestita nella Galleria Interna del Palazzo Comunale.


Sabato 10 luglio 2010 alle ore 16,00
presso la Biblioteca Comunale di Pontassieve (FI) per la serie degli avvenimenti Percorsi d'Arte in Biblioteca, in collaborazione con la rivista "Eco d'arte moderna"
verrà inaugurata la mostra fotografica
Works
di
Emilio Ingenito

che comprende i lavori I dormienti e Paesaggi con rotonde che viene presentato per la prima volta in Italia dopo la mostra di Biot in Francia nel 2007. La mostra verrà presentata dal critico d'arte Roberta Fiorini e dall'Assessore Alessandro Sarti. In totale sono una cinquantina di immagini che potranno essere viste fino al 9 settembre 2010.


Gli orari di apertura sono lunedì 15 - 17, da martedì a venerdì dalle 9 alle 19 e sabato dalle 10 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 18,00


Sabato 5 giugno ore 17,00 al Gran Caffè Restaurant
Giubbe Rosse
in piazza della Repubblica 13/14 - Firenze
inaugurazione della mostra
I dormienti
fotografie di
Emilio Ingenito

Un’umanità indifesa

Fotografare dormienti è un atto di voyeurismo, e nessuno è più voyeur dei fotografi, specialmente quelli che la macchina fotografica la usano per carpire pezzi di mondo. Tutti i grandi fotografi da Cartier Bresson a Koudelka da Scianna a Bischof hanno fotografato gente addormentata in giro per il mondo, e penso che la loro motivazione sia la stessa che ha animato questo mio progetto: il considerare tutti questi dormienti come un’umanità indifesa. Nessuno è più indifeso di quelli che si addormentano tra la gente, in mezzo a sconosciuti, quando il torpore li sorprende nel silenzio della campagna o nel tumulto della città, e non nel chiuso di una stanza, rilassati nell’intimità, ma davanti agli occhi di chi potrebbe approfittare di quella momentanea assenza dalla realtà per fare loro del male o come minimo fotografarli. I dormienti sono quelli che più nutrono fiducia nel genere umano,perché al genere umano si consegnano. Ho iniziato a fotografare questi dormienti una quindicina di anni fa, incuriosito inizialmente dalle posture, e dal fatto che tutte le posizioni e i luoghi sono buoni per dormire: su panchine, sedie, spiagge, marciapiedi, gradini. A questa iniziale curiosità si è sostituita negli anni un progetto che è diventato anche ricerca antropologica. I dormienti spesso suscitano l'invidia di chi li osserva (anche la mia) il quale vorrebbe essere al loro posto, per la capacità di prendersi un momentaneo congedo dalla frenesia della vita. E' un po' come l'invidia che si prova per i giovani, ancora capaci di baciarsi davanti a tutti, incuranti della gente.

Il Caffè Le Giubbe Rosse è un esercizio storico di Firenze. II locale fu fondato nel 1897 dai fratelli Reininghaus, fabbricanti di birra tedeschi. Secondo la moda viennese del tempo, i camerieri indossavano giubbe rosse tanto che i fiorentini, trovando difficoltà nel pronunciare il nome straniero del caffè, preferivano dire: "andiamo da quelli delle giubbe rosse".Dal 1913 divenne sede fìssa dei futuristi fiorentini, trasformandosi in luogo di incontro per letterati e artisti italiani e stranieri. Tutt'oggi interamente coperto da foto, disegni e memorie dei suoi celebri frequentatori, fu sede per esempio della rissa tra i futuristi milanesi di Marinetti e gli artisti fiorentini raccolti intorno alla rivista La Voce di Giuseppe Prezzolini, sulla quale Ardengo Soffici pubblicò un articolo che attaccava i rivali. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la fama del locale decadde lentamente fino al 1991, anno in cui i nuovi gestori decisero di recuperarne l'immagine, chiamando giovani artisti e programmando incontri e manifestazioni culturali.

La mostra rimarrà aperta dal 5 al 17 giugno 2010


Istanbul
città ponte
di
Eurasia

Si tratta di una proiezione di immagini fotografiche e commento sonoro, realizzata da i fotografi Bianco , Bussolino , Ingenito , Veronesi e Viola e dal fotografo torinese Angelo Baffa Giusa, in seguito ad un viaggio nella città turca di Istanbul, capitale europea della cultura per il 2010.

dove le tracce di un grandioso passato storico convivono con la quotidianità e dove si avverte un sentimento nostalgico per il perduto impero ottomano. Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul. Tre popoli, tre anime che hanno nutrito questo mosaico che oggi conta quasi 18 milioni di tasselli, una tra le città più grandi al mondo. Contraddizioni, modernità, passato e futuro. Istanbul è tutte queste cose e forse molto di più.

Famija Moncalereisa
via Alfieri 40, Moncalieri (TO)
lunedì 17 maggio 2010
ore 21,00



Il Circolo Fotografico Racconigese ha invitato il gruppo fotografico Il Terzo Occhio photography, a partecipare alla mostra fotografica

lavoro&lavori

dedicata a Carla Giordano I fotografi Bianco , Bussolino , Corongi , Ingenito , Veronesi e Viola presentano il lavoro L'arte di imparare, 24 fotografie in b/n. “Impara l’arte e mettila da parte” recita un vecchio adagio italiano: l’arte in questione, oggetto dell’indagine fotografica de Il Terzo Occhio photography è quella che si insegna nelle scuole dei mestieri, della manualità artigiana, che anche in una società industriale come la nostra trova la sua valorizzazione e la sua ragione d’essere; è quella del lavoro artigiano che mette sempre l’uomo al centro e la macchina in secondo piano, basti pensare ai settori della ristorazione, dell’edilizia, della sartoria o del restauro. Le immagini dei sei fotografi hanno anche l’intento di mostrare quella figura dell’esperto, del maestro, a sua volta impegnato nel “lavoro per insegnare un lavoro”, spesso tenutario di segreti professionali, tecniche di lavoro, esperienze pratiche da trasmettere a giovani apprendisti e futuri professionisti. Inaugurazione sabato 1° maggio 2010 alle ore 11,00 nella Chiesa Santa Croce in via Morosini Racconigi (CN) resterà aperta sabato 1, domenica 2, sabato 8 e domenica 9 maggio con il seguente orario 9,30/12,30 - 15,00/19,00



I dormienti

E' stato pubblicato recentemente il volume fotografico "I dormienti", che raccoglie oltre 40 fotografie in bianco e nero realizzate da Emilio Ingenito in 15 anni di viaggi nel mondo. Il libro viene presentato dal critico fotografico Roberto Mutti e corredato dai versi dello scrittore Gian Luca Favetto.

Per chi fosse interessato lo può trovare nelle seguenti librerie torinesi: FNAC in via Roma 56,- Il Circolo delle passioni in via San Massimo 53, - La Torre di Abele in via Pietro Micca 22,- Druetto in Piazza Cavour 2/a,- Libreria Dante Alighieri in piazza Carlo Felice 15,- Comunardi in via Bogino 2,- Bicros in via Montevideo 14/e - OOLP in via Principe Amedeo 29, - Zanaboni in corso Vittorio Emanuele 41, - La bottega dei libri in via S. Maria 6 - Libreria Therese in corso Belgio 49, Libreria Garbolino in via Roma 5/B -Chivasso (TO), Libreria Ex Libris in via Torino 57 - Chivasso (TO)

Febbraio 2010


Un salotto all’aperto

E’ il nuovo progetto fotografico realizzato da Il Terzo Occhio photography, che verrà presentato mercoledì 11 novembre 2009 alle ore 17,30 presso la sala de


Gli Antichi Chiostri
In via Garibaldi 25
Torino

Questo lavoro realizzato nell’arco di un anno, racconta come sono vissute le piazze di Torino dalla cittadinanza, la bellezza della loro architettura con quell’atmosfera un po’ salottiera che solo a Torino si riesce a percepire così completamente. Di questo lavoro è stato realizzato un bel volume fotografico composto da una sessantina di immagini, con testi dello scrittore Gianni Farinetti , di Emilio Ingenito e da alcune testimonianze della cittadinanza attiva. Il volume può essere richiesto presso la Presidenza della Circoscrizione Centro Crocetta in via Bertolotti 10.

La mostra è gratuita e visitabile fino al 22 novembre 2009 dalle ore 10 alle ore 19,30 e il sabato e la domenica dalle ore 14 alle ore 19,00




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