Questa serie di ritratti, avrebbe potuto avere come sottotitolo “Scusi posso farle una fotografia?” in quanto racconta meglio il mio approccio e la richiesta fatta ai personaggi del volume; quasi mai un diniego, sempre disponibilità e qualche volta anche partecipazione. Non sono un fotografo ritrattista, mi ritengo più un fotografo di strada, questi “scatti d’inciampo” sono fulminei, unici, fatti con animo esitante e imbarazzato, quasi a volere dare meno fastidio possibile alla celebrità di turno. Anche adesso riguardando tutti questi volti mi sono chiesto quale fosse stato il pensiero nascosto dietro uno sguardo, forse di medesimo imbarazzo, o anche seccatura, se non di noia per l’abitudine a sottostare a queste richieste, specialmente ai nostri giorni in cui armati di telefonino fans o semplici curiosi chiedono loro di fare un “selfie” insieme, per poter poi dire “guarda ho incontrato tizio, caio, siamo amici…”.
Fotografare un viso non è mai facile, specialmente se il tutto si risolve in un unico scatto, se poi il personaggio è famoso, il mosso per l’emozione è dietro l’angolo, emozione ma anche fretta, per non perdere l’occasione dell’incontro; alcuni di questi ritratti spesso non rendono l’essenza del personaggio, e altri invece sembrano fatti in uno studio di posa, nonostante lo studio fosse la strada, una fiera, od un cinema. Raccontare con una sola ripresa il volto di una persona è impresa assai difficile: già l’attore è per mestiere mille volti, qui invece è nella sua quotidianità. Lo scrittore, di cui abbiamo amato le storie, è uno dei suoi personaggi? o estraneo a loro stessi? Il fotografo di fama a sua volta fotografato, conosce già la posa da assumere? o è in imbarazzo per essere al di là dell’obiettivo?
Le celebrità un tempo erano lontane dalla gente comune, un volto su uno schermo, un nome su un libro o un disco, una comparsata in televisione, anche perché i media che diffondevano la loro immagine non erano così numerosi come oggi. Oggi invece è facile incontrarli in una manifestazione, una libreria, qualche volta per strada, si è azzerata la distanza fisica tra loro e la gente comune, con cui si socializza, si scambiano volentieri due parole, ci si fa fotografare insieme. È una forma di reciproca gratitudine, l’uno esiste finché e perché è ammirato, l’altro perché per un attimo si sente alla pari.
I ritratti sono stati realizzati in 30 anni di attività, passando dalla pellicola analogica allo scatto in digitale, con le diverse macchine fotografiche che l’autore ha utilizzato nel trentennio.
Nel 2025 è stato pubblicato dalla casa editrice Gallo edizioni di Vercelli un volume che raccoglie un centinaio di ritratti e si avvale della presentazione dello studioso di antropologia Piercarlo Grimaldi.
2025 – Torino – Libreria Binaria Commensale
2026 – Sestino (AR) – Biblioteca Comunale